

Reuters - Ven 10 Ago - 08.57
MILANO (Reuters) – Due ordigni, di cui uno è esploso senza causare gravi danni, sono stati piazzati questa notte davanti al centro islamico di Abbiategrasso, in provincia di Milano.
Lo riferiscono i carabinieri, specificando che il primo ordigno è esploso verso l'una di questa notte davanti all'ingresso del centro, senza tuttavia danneggiare in maniera significativa la struttura, che si trova in via Crivellino ad Abbiategrasso.
La seconda delle due bombe artigianali, composte da un tubo di metallo contenente materiale incendiario, è stata fatta brillare dagli artificieri intervenuti sul posto.
Si tratta del secondo episodio del genere in provincia di Milano nel giro di pochi giorni: domenica notte infatti la macchina di un religioso musulmano è stata data alle fiamme vicino al centro islamico di Segrate, ad est del capoluogo lombardo.
L'incendio ha mandato in frantumi le finestre e annerito il muro esterno del centro, ma non ci sono stati feriti.
WHAT A WONDERFUL WORLD
Louis Armstrong
Io vedo alberi verdi e anche rose rosse
Li vedo sbocciare per me e per te
E penso tra me, che mondo meraviglioso!
Vedo i cieli blu e nuvole bianche
Il chiaro e benedetto giorno e la sacra notte scura
E penso tra me, che mondo meraviglioso!
I colori dell'arcobaleno, così belli nel cielo
Si riflettono anche sui visi delle persone
Vedo amici tenersi per mano, e dirsi
"Come stai?"
Ma in realtà loro dicono "Ti amo"
Sento bambini piangere, Io li vedo crescere
Loro impareranno molto più di quello che io so
E penso tra me, che mondo meraviglioso
Sì penso tra me, che mondo meraviglioso
Oh sì
Questa canzone è stata messa di recente all’Indice delle canzone proibite in USA dalla Clear Channel Communication, proprietaria di 1.170 stazioni radio americane, che ha redatto un elenco di canzoni, oltre 150, che in questo periodo sono fortemente sconsigliate e saranno probabilmente bandite dai programmi radiofonici.
Mercoledì 1° gennaio 1930
Nella calma della notte, eccomi, solitario, seduto a una scrivania tristemente posta al centro di una stanza avvolta nel silenzio. I tempi passati, colmi di lacrime e di tristezza, mi riempono d’amarezza. I quadri degli avvenimenti lontani si ripresentano davanti a me, riflettendo la mia vita nel corso dei giorni e delle notti, portati dalle vicissitudini del tempo verso gli abissi di un oblio senza confini.
Seduto, solo, nella calma della notte, passo in rivista i quadri della vita, meditando sulla felice epoca passata, esumando anime dalle sepolture del tempo.
Eccomi che scruto nei meandri del passato, fendendo con lo sguardo le tenebre dell’oscura e terrificante eternità. Guardo e vedo immagini multiple che si sono succedute nella vita come nuvole di primavera, che si sono mosse attorno a me come brezza del mattino, che si sono intrecciate attorno al mio cuore come sorgenti sgorganti dalla montagna. Guardo ancora, ed ecco che i quadri oscuri, agitati e cangianti, come onde del mare, fantasmi multicolori come l’arcobaleno, belli come lo spirito della primavera che passano davanti a me per sparire subito dopo, danzano attorno a me, poi si perdono nelle profondità di una oscurità opaca.
Costruisco sogni che nascono piano piano, simili a uccelli che cantano nei boschi, si sviluppano simili a una vegetazione lussureggiante, sbocciano come rose, per appassire, seccare e sparpagliarsi infine ai venti; poi spariscono nel silenzio del nulla.
Ecco i miei compagni di una volta risuscitare, nobili e belli come prima. Spontaneamente, ho rivissuto con loro i ruoli della passata vita, da noi interpretati una volta poi mai terminati. Dimentico allora le difficoltà dell’esistenza e le pene della vita, con l’illusione di poter essere come prima, gaio e felice come una tortora dei campi, e di non essere più straniero in mezzo a spettri che non mi capiscono mai, solo in mezzo a statue immobili, che obbediscono solo alle cose materiali e ai desideri del corpo. Cosi mi trovo ben lontano dal felicissimo mondo che frequentavo allora e dal quale mi separa l’avversità della vita, piazzandolo nell’immortalità e lasciandomi solo pieno di dolori e rimpianti.
Eccoli di nuovo, gli amici della mia sognante infanzia, che ho conosciuto in vari luoghi, cavalcare attraverso le praterie verdeggianti, formando mazzi di papaveri e di margherite, arrampicandosi sulle colline per scovare gli uccelli dell’estate, canticchiando arie innocenti e candidi. Li rivedo seduti ai bordi di bei ruscelli che mormorano, costruendo case di sabbia che ricoprono d’erba raccolta nei campi, poi, divisi in due gruppi, si inseguono l’un l’altro e giocano cosi, inconsapevolmente, la grande commedia umana che rappresenta l’eterno ritorno delle notti.
Ed ecco la bella donna che la vita ha spinto sulla mia strada, fissarmi con i suoi bei occhi angelici e sognanti. Tende verso di me una mano dolce e incantevole, dalle dita affusolate color di rose, e, con le sue labbra nutrite con nettare della vita, stampa sulla mia bocca un bacio voluttuoso e inebriante.
Ed ora, ecco mio padre, il viso sorridente e radioso, mandarmi uno sguardo pieno di generoso affetto paterno. L’ascolto mentre mi parla con voce calma e composta. Passeggia con me nei dintorni della villa di Zaghuan scalando sentieri di montagna costeggiati di pini che effondono freschi profumi. Mi mostra pianure verdeggianti che si stendono all’infinito, seminate di graziose capanne e bei palazzi, simili a colombe bianche sparpagliate nelle praterie.
Ora, attorno a me, tutto è spopolato. Tutti son partiti verso il profondo nulla, ritornati all’Eterno Silenzio. Mai li rivedrò sulle strade dell’esistenza. Fino alla morte, non li rivedrò più nell’arido mondo di quaggiù. Uno schermo li separa da me, per sempre. Rimango da solo in questo mondo, sforzandomi di comunicare con loro in vano, talmente sono lontani per rispondere alle mie chiamate e alle grida del mio cuore solitario. Sono partiti tutti. E sono qui, solo, nelle calme tenebre dell’isolamento.
